
Verso la fine del 1800, Guardia Lombardi, piccolo paese irpino situato a circa
La principale fonte di sostentamento era rappresentata dall’agricoltura, però troppo frazionata e con un livello tecnologico e produttivo insufficiente a garantire una vita dignitosa alla maggior parte delle famiglie che abitavano il paese. La completa assenza di pastorizia aggravava ancora di più la situazione, mettendo a rischio molto spesso la sussistenza di intere famiglie.
L’unica speranza, per questi contadini, di migliorare la propria esistenza era forse rappresentata dall’emigrazione, dal mito delle Americhe. Ed è proprio in questi anni che gli espatri raggiungono i picchi più elevati.
Non poche erano le difficoltà da superare prima di partire: la paura di approdare in una terra sconosciuta, la nostalgia del paese d’origine, il dolore del distacco dalla propria famiglia. Ma le disperate condizioni di vita, la voglia di riscatto e la fame inducevano coraggio.
Superate le difficoltà psicologiche, rimaneva pur sempre l’aspetto economico da risolvere: le spese del viaggio. Occorrevano all’incirca 300 lire ma quasi nessuno disponeva di tale somma. Allora le soluzioni erano due: la “vendita con patto di ricompra” ed il “prestito ad interesse annuo”.
Con la prima, il debitore/emigrante cedeva temporaneamente un pezzo di terra al finanziatore/creditore (spesso rappresentato dal proprietario terriero più benestante), il quale ne poteva disporre a proprio piacimento. Alla scadenza fissata, se il debitore fosse risultato insolvente, cioè se non avesse riscattato il terreno al prezzo pattuito, il creditore avrebbe acquisito la proprietà del terreno. Formalmente, il prezzo di riscatto pattuito era pari al valore di mercato del terreno, mentre gli interessi erano corrisposti sotto forma di libero utilizzo del terreno stesso.
La seconda soluzione, invece, consisteva in un vero e proprio prestito di denaro con corresponsione di interessi monetari.
Con la “vendita” il finanziatore aveva come garanzia il terreno (e spesso il prezzo di riscatto pattuito era superiore al prezzo di mercato del terreno), mentre, il “prestito” poteva indurre il debitore all’insolvenza, qualora fosse emigrato definitivamente e non avesse lasciato familiari in paese.
Nella maggior parte dei casi i debiti sono stati onorati e gli emigranti hanno inviato ulteriore denaro a Guardia Lombardi, affinché le proprie famiglie potessero vivere in una vera e propria casa e comprare terreni sufficienti per condurre una vita dignitosa. Con la speranza, un giorno, di ritornare laddove erano nati, laddove avevano lasciato il loro cuore e la loro anima.
Molte delle informazioni riportate nell’articolo sono contenute nel libro di A. Arru, F. Ramella, L’Italia delle migrazioni interne. Donne, uomini, mobilità in età moderna e contemporanea. Donzelli editore, p. 292 e ss.
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