Presentazione del sito

L’attaccamento alle mie radici e l'amore per la mia terra mi hanno indotto a creare questo sito.

Molto spesso ci si rende conto dell’importanza che riveste il proprio paese d’origine solo se si è “costretti” a vivere lontano. La nostalgia dei momenti vissuti con gli amici di sempre, dei luoghi, degli odori e degli affetti è un sentimento inevitabile, che ti accompagna quotidianamente, con cui devi imparare a convivere.

Purtroppo, Guardia Lombardi non è in grado di offrire tutto ciò di cui un ragazzo ha bisogno, di opportunità per costruirsi un futuro gratificante. Questo aspetto suscita, in chi come me vive lontano, un sentimento di amore/odio verso il paese, di rabbia per non poter cambiare le cose, perché le cose dopo tanti anni non sono cambiate. I nostri nonni sono stati costretti ad andare via e la nostra generazione rivive lo stesso dramma. Noi non partiamo con la valigia di cartone e abbiamo sicuramente prospettive migliori, ma ci portiamo dietro la stessa malinconia per aver lasciato tutto ciò che, nel bene e nel male, ha fatto di noi le persone che siamo. Ci consoliamo solo con l’amara soddisfazione di essere riveriti altrove.

Ho scelto di chiamare il sito guardialombardinelmondo perché Guardia Lombardi non è solo il piccolo paese dell’Irpinia, i suoi confini si estendono a tutto il mondo, ovunque ci sia un guardiese emigrato che lo porta con se nel cuore.

Con questo sito propongo di ripopolare virtualmente Guardia Lombardi; di far rivivere storie, personaggi e luoghi del presente e del passato; di raccogliere testimonianze sull’emigrazione, sul lavoro contadino, sulla vita sociale e su qualsiasi altro aspetto che possa contribuire a mantenere viva la memoria di ciò che il paese è stato e sarà.

Chiunque condividesse lo scopo del sito può inviare il proprio contributo all’indirizzo e-mail guardialombardinelmondo@gmail.com

Come scrive Cesare Pavese, “Un paese ci vuole, non fosse per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.

3 feb 2009

I soldi del viaggio per emigrare in America


Verso la fine del 1800, Guardia Lombardi, piccolo paese irpino situato a circa 1000 metri sul livello del mare, si presentava come una “comunità in declino”.

La principale fonte di sostentamento era rappresentata dall’agricoltura, però troppo frazionata e con un livello tecnologico e produttivo insufficiente a garantire una vita dignitosa alla maggior parte delle famiglie che abitavano il paese. La completa assenza di pastorizia aggravava ancora di più la situazione, mettendo a rischio molto spesso la sussistenza di intere famiglie.

L’unica speranza, per questi contadini, di migliorare la propria esistenza era forse rappresentata dall’emigrazione, dal mito delle Americhe. Ed è proprio in questi anni che gli espatri raggiungono i picchi più elevati.

Non poche erano le difficoltà da superare prima di partire: la paura di approdare in una terra sconosciuta, la nostalgia del paese d’origine, il dolore del distacco dalla propria famiglia. Ma le disperate condizioni di vita, la voglia di riscatto e la fame inducevano coraggio.

Superate le difficoltà psicologiche, rimaneva pur sempre l’aspetto economico da risolvere: le spese del viaggio. Occorrevano all’incirca 300 lire ma quasi nessuno disponeva di tale somma. Allora le soluzioni erano due: la “vendita con patto di ricompra” ed il “prestito ad interesse annuo”.

Con la prima, il debitore/emigrante cedeva temporaneamente un pezzo di terra al finanziatore/creditore (spesso rappresentato dal proprietario terriero più benestante), il quale ne poteva disporre a proprio piacimento. Alla scadenza fissata, se il debitore fosse risultato insolvente, cioè se non avesse riscattato il terreno al prezzo pattuito, il creditore avrebbe acquisito la proprietà del terreno. Formalmente, il prezzo di riscatto pattuito era pari al valore di mercato del terreno, mentre gli interessi erano corrisposti sotto forma di libero utilizzo del terreno stesso.

La seconda soluzione, invece, consisteva in un vero e proprio prestito di denaro con corresponsione di interessi monetari.

Con la “vendita” il finanziatore aveva come garanzia il terreno (e spesso il prezzo di riscatto pattuito era superiore al prezzo di mercato del terreno), mentre, il “prestito” poteva indurre il debitore all’insolvenza, qualora fosse emigrato definitivamente e non avesse lasciato familiari in paese.

Nella maggior parte dei casi i debiti sono stati onorati e gli emigranti hanno inviato ulteriore denaro a Guardia Lombardi, affinché le proprie famiglie potessero vivere in una vera e propria casa e comprare terreni sufficienti per condurre una vita dignitosa. Con la speranza, un giorno, di ritornare laddove erano nati, laddove avevano lasciato il loro cuore e la loro anima.

Molte delle informazioni riportate nell’articolo sono contenute nel libro di A. Arru, F. Ramella, L’Italia delle migrazioni interne. Donne, uomini, mobilità in età moderna e contemporanea. Donzelli editore, p. 292 e ss.

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